
L’economia che genera legami.
19 Dicembre 2025
La Camera di Commercio, istituzione vicina alle imprese: risultati e impatto territoriale del Mandato 2021-2025
26 Gennaio 2026Il 12 dicembre 2025, la Camera di Commercio di Cagliari-Oristano ha ospitato un importante incontro di studio dedicato a uno dei temi più sfidanti del nostro tempo: “L’intelligenza artificiale nell’Arbitrato e nelle professioni: opportunità, rischi e compliance”.
L’evento, che ha visto la partecipazione dei vertici istituzionali, dell’Ordine degli Avvocati, dei Commercialisti, degli Ingegneri e degli Agronomi, nonché di insigni relatori, avvocati e professori universitari fra i maggiori esperti della materia, ha aperto una riflessione profonda su come le nuove tecnologie stiano trasformando la risoluzione delle controversie civili e commerciali, oltre che degli arbitraggi, delle perizia contrattuali e delle nuove tipologie di servizi offerti dal recente rinnovato statuto della Camera arbitrale.
In questo contesto di rapida evoluzione normativa, segnato dal recente AI Act europeo e dalle nuove disposizioni legislative nazionali, la Dott.ssa Grazia Corradini, Presidente della Camera Arbitrale di Cagliari-Oristano, ha tracciato la rotta per un utilizzo consapevole dell’IA. Tra la ricerca di una maggiore efficienza e la tutela del principio di umanità nel giudicare, la Presidente delinea in questa intervista i confini di una giustizia che non vuole rinunciare al suo volto umano.
Intervista alla Dott.ssa Grazia Corradini, Presidente della Camera Arbitrale di Cagliari-Oristano
D: Dottoressa Corradini, il convegno del 12 dicembre scorso ha posto l’intelligenza artificiale al centro del dibattito giuridico. Qual è il punto di partenza per comprendere questo fenomeno nell’arbitrato?
R: Il punto di partenza è la consapevolezza che l’IA è ormai “l’argomento del giorno” nell’esercizio della giurisprudenza. Come Camera Arbitrale, il nostro compito statutario è diffondere l’uso dell’arbitrato e documentarci sulle pratiche giuridiche più avanzate. Con il voto del Parlamento Europeo del marzo 2024 sull’AI Act, siamo di fronte a una rivoluzione che cambierà per sempre il nostro modus operandi, anche se l’IA fa parte delle nostre vite già da decenni, pur sotto altri nomi.
D: Si parla molto di “giustizia predittiva”. Dobbiamo aspettarci che un algoritmo prenda il posto dell’arbitro umano?
R: Questa è una percezione distorta, quasi una “fake news”. Sebbene la giustizia predittiva, ovvero l’affidamento della decisione a un algoritmo, sia diffusa negli Stati Uniti, in Italia e in Europa resta in fase sperimentale. Il rischio è quello di una “giustizia robotizzata”. Un algoritmo può avere capacità logiche perfezionatissime, ma è privo di “senso comune” o “buon senso”. La decisione deve restare una responsabilità esclusiva dell’uomo: è l’essenza stessa dell’opera d’arte che è il giudicare.
D: Quali sono i limiti invalicabili che la normativa italiana ed europea impongono all’uso di queste tecnologie nel processo?
R: Ci sono principi non negoziabili. L’uso di algoritmi decisionali si porrebbe in contrasto con il diritto all’equo processo (Art. 6 CEDU e Art. 111 Cost.). Le parti hanno il diritto di conoscere la logica utilizzata dai processi automatizzati e di contestarne gli esiti. Inoltre, la recente legge italiana n. 132 del 2025 chiarisce che il magistrato — e l’arbitro per estensione, in base alla normativa interna, al diritto vivente e alla CEDU — è l’unico responsabile dell’interpretazione della legge e della valutazione dei fatti. Non possiamo delegare lo “ius dicere” a un agente digitale.
D: Nonostante queste cautele, l’IA offre delle opportunità concrete. In quali fasi del procedimento arbitrale può essere davvero utile?
R: Certamente, l’IA può semplificare enormemente i momenti preparatori e organizzativi. Può supportare il professionista in diverse attività:
- Analisi documentale: Elaborazione rapida di documenti legali base o modelli standardizzati.
- Ricerca giuridica: Analisi di casi passati, leggi e regolamenti per fornire precedenti utili allo studio del caso.
- Accesso alla giustizia: L’automazione di alcune procedure può rendere più facile per i cittadini comprendere i propri diritti e ridurre i costi associati alle attività legali.
D: Lei ha citato la giustizia tributaria come un settore dove l’IA ha trovato applicazioni precoci. Quali criticità sono emerse?
R: La giustizia tributaria è un terreno delicato. Mi preoccupa la tendenza del MEF a promuovere banche dati e giustizia predittiva per limitare le impugnazioni. Il rischio è che i massimari di merito, se elaborati da strumenti non imparziali, possano orientare la giurisprudenza in modo non trasparente. Il “diritto vivente” deve essere creato dall’indipendenza dei giudici e della Corte di Cassazione, non da algoritmi influenzati dalle parti in causa.
D: In conclusione, come dovrebbe porsi un arbitro o un avvocato moderno di fronte a queste innovazioni?
R: Con “il dovere dell’intelligenza”. Dobbiamo usare l’IA come supporto per assicurare strumenti di organizzazione più efficaci, ma senza mai barattare la qualità del giudicare con la mera tempestività. La sfida è governare l’evoluzione tecnologica mantenendo la centralità della persona umana, garantendo che ogni sistema di IA sia conforme ai diritti fondamentali di trasparenza e non discriminazione.
D: La complessità dei temi trattati oggi suggerisce che questo sia solo l’inizio di un percorso di approfondimento necessario per tutti gli operatori del settore.
R: Certamente. L’obiettivo di questo convegno non era solo quello di fotografare lo stato dell’arte, ma di fornire strumenti critici per orientarsi in un cambiamento d’epoca. Proprio per favorire questa consapevolezza diffusa, abbiamo deciso di rendere accessibili i contributi tecnici e scientifici emersi durante i lavori.
D: A questo proposito, ricordiamo ai nostri lettori che è possibile consultare integralmente le relazioni e i materiali del convegno sul nostro portale.
R: Esatto. Invito tutti i professionisti, le imprese e i cittadini interessati a visitare il sito istituzionale della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano. Troverete pubblicate le relazioni complete, che offrono un’analisi tecnica preziosa e dettagliata sulle sfide legali, etiche e tecnologiche dell’intelligenza artificiale applicata all’arbitrato. È un patrimonio di conoscenze che mettiamo a disposizione della collettività per costruire insieme la giustizia del futuro.
Per consultare le relazioni del convegno “Intelligenza Artificiale e Arbitrato”, visita la pagina Convegni e seminari sull’arbitrato – atti sito istituzionale della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano.



