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Pubblichiamo su Sardegna Economica la Relazione di fine mandato 2021–2025 della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, rendendola scaricabile per rafforzare un obiettivo semplice e decisivo: trasparenza e conoscibilità. Trasparenza su scelte, risorse e risultati; conoscibilità del ruolo – spesso “silenzioso” ma determinante – che una Camera di Commercio svolge come infrastruttura istituzionale a servizio dell’economia reale, delle imprese, dei lavoratori e dei consumatori.
Il quinquennio raccontato dal documento non è stato un periodo ordinario: è stato un vero ciclo fondativo. La Camera di Cagliari-Oristano nasce il 30 novembre 2020 e dal 1° dicembre 2020 subentra alle precedenti Camere accorpate, operando su un territorio che comprende Città Metropolitana di Cagliari, Provincia del Sud Sardegna e Provincia di Oristano. In questi anni la priorità è stata costruire un ente unico, integrando regolamenti, contabilità e macrostruttura, affrontando anche una significativa carenza di organico legata ai pensionamenti e puntando con decisione su SPID, PagoPA, smart working e qualità dei processi certificata ISO 9001.
Tutto ciò in una prospettiva di sviluppo che vede un nuovo assetto istituzionale reso più articolato con la presenza di una nuova articolazione provinciale che vede un più ampio dimensionamento della città metropolitana di Cagliari e l’istituzione delle nuove Province del Sulcis Iglesiente e del Medio Campidano, oltre a quella di Oristano.
Un’area vasta e composita, dove convivono un grande polo urbano e portuale, distretti produttivi e logistici, sistemi turistici costieri, ma anche ampie zone interne segnate da fragilità demografiche e di accesso ai servizi. È un territorio che tiene insieme manifattura e agroalimentare, commercio e servizi, turismo e cultura, innovazione e artigianato, con filiere che esprimono identità locali forti e, insieme, un bisogno crescente di internazionalizzazione e competitività.
La Relazione colloca l’azione camerale dentro i numeri del territorio: la Camera racchiude circa il 50% delle attività economiche registrate in Sardegna, con 99.842 imprese registrate al 30 settembre 2025 (su 204.961 regionali). È un sistema produttivo con tratti tradizionali ma con segnali di apertura (imprese giovanili, femminili e straniere), che richiede servizi quotidiani – anagrafici e amministrativi – e, insieme, politiche capaci di accompagnare competitività e innovazione.
Il documento ricostruisce le cinque linee strategiche che hanno guidato il mandato, dal sostegno allo sviluppo economico alla gestione degli asset, fino a efficienza interna, valorizzazione delle risorse e comunicazione. In particolare, la Camera ha rafforzato la spinta alla doppia transizione digitale ed ecologica attraverso il Punto Impresa Digitale (PID): 1.231 assessment digitali e 67 eventi formativi, con un ampliamento dei servizi dal 2023 verso Impresa 5.0 e i temi di sostenibilità, economia circolare ed energia.
Sul fronte delle opportunità, la Relazione documenta un’azione “a filiera”: internazionalizzazione (322 imprese coinvolte, 36 eventi, 13 paesi), turismo e cultura (70+ fiere, 200+ imprese coinvolte, 6 milioni di euro in convenzioni regionali) e sostegno diretto alle imprese tramite bandi e incentivi: 16 bandi, 4.600 imprese beneficiarie, 31 milioni di euro erogati. Accanto a questo, un presidio crescente sulle reti e i progetti europei: 17 progetti di cooperazione nel Mediterraneo per 3.010.000 euro, coerenti con l’idea di una Sardegna “ponte” tra Europa e Mediterraneo.
Un capitolo centrale riguarda la legalità e la regolazione del mercato: controlli, metrologia legale, protesti, marchi e brevetti, concorsi a premio, contrasto alla criminalità economica e iniziative antiusura. Dentro questo perimetro si colloca la Composizione negoziata della crisi, dove la Camera è snodo strategico della prevenzione, con 41 composizioni gestite e 75 esperti.
Infine, la Relazione dedica attenzione a un tema spesso sottovalutato: la capacità di “farsi capire”. La Camera ha investito su strumenti e canali di comunicazione che migliorano accesso e partecipazione, passando da un modello “verso” il cittadino a uno “con” il cittadino, anche con soluzioni digitali e nuovi servizi informativi.
Rendere pubblico questo documento significa, in definitiva, mettere a disposizione una base comune di fatti e risultati: perché solo ciò che è conoscibile e misurabile può essere discusso, migliorato e condiviso. E perché il ruolo della Camera – nel sostenere imprese, fiducia e sviluppo – è un bene pubblico che merita di essere raccontato con chiarezza.
Cristiano Erriu
Il documento è disponibile nella pagina Relazione di mandato del sito della Camera di commercio



